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La storia

Nel 1976-77 nasce a Bagnoli (Napoli) la scuola M.Assunta dal sogno pedagogico di un gruppo di maestre.

Le maestre, che facevano parte del coordinamento nazionale dell’MCE (Movimento di Cooperazione Educativa), distaccatesi dalla sede centrale della scuola di via Ilioneo, con l’appoggio del Direttore Didattico e le dovute autorizzazioni, istituirono sei classi di sperimentazione pedagogico didattica, nei locali dell’Istituto M.Assunta.

L’obiettivo primario del gruppo di docenti era di accogliere “tutti i bambini“ del territorio, di interessarli alla scuola e far nascere una reale motivazione all’apprendimento.

Nel quartiere in cui la scuola operava, la platea era costituita prevalentemente dai figli degli operai dell’Italsider e da un folto gruppo di bambini figli del sottoproletariato della zona, spesso privi di qualsiasi forma di sussistenza economica legale, impiegati in lavoretti di bottega.

Quindi lo scopo principale del gruppo era di accogliere i bambini a scuola e soprattutto di creare per loro un ambiente motivante ricco di stimoli, tale da far sorgere e sostenere il desiderio di concludere in modo positivo il ciclo della allora scuola elementare; anche per questo fu avviato un percorso di inserimento ed integrazione degli alunni portatori di handicap grazie alla Legge 517 del 1977. In controtendenza ad altre scuole che, nonostante la Legge rifiutavano iscrizione e frequenza degli stessi, M.Assunta fu presto scuola di riferimento per le agenzie, le istituzioni pubbliche e private che si occupavano di disabilità.

La modalità di diverso approccio pedagogico, che inizialmente era guardato con diffidenza, venne sempre più apprezzato e diffuso: gradualmente il numero dei bambini si incrementò e migliorò l’assiduità e la frequenza dei piccoli, fino alla costituzione, nel 1981, del Tempo Pieno istituzionalizzato.

Con la Legge 820/71, dopo una prima fase di sperimentazione, il Tempo Pieno era stato istituzionalizzato a livello nazionale con caratteristiche peculiari non solo pedagogiche ma anche organizzative: il tempo scuola di 40 ore settimanali distribuite su 5 giorni di scuola, con erogazione della mensa da parte del Comune, prevedeva l’intervento di due docenti su ogni classe consentendo tempi di apprendimento più distesi ed adeguati alle esigenze degli alunni.

Negli anni ‘90 le scuole a Tempo Pieno, nate inizialmente in risposta ad una tensione di tipo sociale e diffuse sul territorio nazionale in maniera piuttosto disomogenea, concentrate al nord e al Centro (soprattutto Emilia Romagna e Lombardia) e quasi assenti al Sud, diventarono il motore di una spinta culturale a innovare e cambiare la scuola :

  • Una scuola più adatta ad accogliere i diversi bisogni educativi degli alunni;

  • Una scuola più ricca nella sua proposta didattica, capace di intrecciare insieme agli insegnamenti tradizionalmente disciplinari, attività maggiormente laboratoriali nel campo dell’educazione linguistica, musicale, teatrale, pittorica, scientifica;

  • Una scuola più partecipativa, basata sull’idea di una comunità educante e sull’attenzione alla collaborazione tra docenti ed alunni;

  • Una scuola più attenta ai bisogni delle famiglie ed alla loro partecipazione. (cfr. “Il tempo pieno nella scuola primaria italiana” di P. Triani)

  • Una scuola più aperta al territorio, capace di valorizzare nel contesto scolastico le risorse ambientali e culturali presenti.

Ed è tra gli anni ’80 - ’90 che la scuola M. Assunta abbraccia in pieno queste tendenze educativo-didattiche e si caratterizza sempre più come centro di ricerca pedagogico-didattica innovativa: le maestre continuano la loro formazione permanente nel Movimento di Coperazione Educativa, con seminari in collaborazione con le Università, con i musei e il Coordinamento con le scuole e gli asili sperimentali di Napoli e di altre città; M.Assunta diventa “laboratorio pedagogico” riferimento per la città e per le altre scuole.

In seguito alla dismissione dell’Italsider la scuola diventò un presidio di legalità e parte integrante del tessuto del territorio che si presentava particolarmente complesso dal punto di vista sociale.

In questi stessi anni, inoltre, si consolida il modello organizzativo didattico della scuola, il cui riferimento teorico di base è la pedagogia popolare di Freinet e si delineano i capisaldi attorno al quale si muove tutta la ricerca e l’organizzazione della scuola a Tempo Pieno M.Assunta:

  • Uso della pedagogia dello “star bene “ a scuola, che intende la scuola come luogo della sicurezza e della valorizzazione personale e delle relazioni significative e pregnanti.

  • Utilizzo e valorizzazione del gioco come metodo “naturale” di conoscenza del mondo, principale strumento di scoperta del reale, di relazione con il mondo fisico, con sé e con gli altri e di apprendimento.

  • Uso della metodologia della ricerca interdisciplinare come strumento dell’autocostruzione del sapere ( utilizzata correttamente e consapevolmente in ogni sua forma di ricerca sul campo, ricerca d’ambiente e ricerca bibliografica e, se adeguatamente strutturata, anche come ricerca disciplinare); la ricerca come atteggiamento critico e creativo, come modo d’essere dell’insegnante e della classe.

  • Uso di processi e di strumenti metacognitivi, per “imparare ad imparare”, riflettendo su ciò che si è scoperto, sul modo in cui si è arrivati a scoprirlo, su come questa scoperta abbia arricchito le nostre competenze.

  • Uso di pedagogie di tipo cooperativo e di tecniche di apprendimento cooperativo.

  • Uso di percorsi interculturali (di conoscenza di sé e del “diverso da sé”, vicino e lontano) per l’autocostruzione democratica della comunità.

  • Uso della pedagogia della narrazione, che educa narrando e che concepisce l’educazione non solo come luogo delle spiegazioni, ma anche come ascolto reciproco tra soggetti narranti.

  • Uso della metodologia dello sfondo integratore, come tema di fondo unificante ( fantastico, interiore, ambientale ) che fa da sfondo ai vari percorsi di conoscenza.

  • Uso di metodologie, strumenti e tecniche della comunicazione che utilizzino, valorizzino e potenzino tutti i linguaggi dell’uomo ( teatro, cinema, pittura, corpo... ).

  • Uso e valorizzazione del ragionamento analogico, che si affianca e si integra con quello logico/consequenziale.

Le caratteristiche peculiari dell’Offerta Formativa della scuola Madonna Assunta si fondano su questi nuclei:

  • L’adozione della biblioteca di classe in alternativa al libro di testo;

  • Il territorio come ambiente educativo e di apprendimento: le uscite e il campo scuola

  • La pratica laboratoriale disciplinare ed interdisciplinare sia in orizzontale che in verticale: la ricerca-azione, le classi aperte, il lavoro di gruppo, la progettazione partecipata …..

  • Il metodo naturale.

Da allora, cioè dagli anni ’90 ad oggi, numerose riforme hanno interessato la scuola (L.148/90, la riforma Moratti, la riforma Gelmini, la Buona Scuola) e da allora la scuola a Tempo Pieno su tutto il territorio nazionale è stata via via sempre più “mortificata” ed ostacolata nella realizzazione delle sue peculiarità; la riduzione dei posti in organico ha fatto sì che l’orario del Tempo pieno fosse colmato attraverso organizzazioni alternative, tipo “spezzatino”: non più due docenti contitolari e corresponsabile per classe, ma un’alternanza vorticosa di docenti che determinano lo smarrimento dell’unitarietà dell’insegnamento e del bambino.

In molte realtà il Tempo Pieno perde così di significato diventando esclusivamente un tempo scuola più lungo dove non trovano spazio le attività laboratoriali, il lavoro di gruppo, i progetti interdisciplinari e verticali, la flessibilità oraria degli insegnanti, le classi aperte …. a favore di tradizionali lezioni frontali e trasmissione nozionistica stereotipata del sapere.

Inoltre la fatiscenza degli edifici scolastici e la ristrettezza degli spazi (soprattutto al Sud ) limitano la possibilità dello svolgimento di attività didattiche più motivanti.

La scuola a Tempo Pieno M.Assunta resiste a tutto questo mantenendo inalterata la propria struttura pedagogico- didattica ed organizzativa e resiste, anche grazie al supporto concreto e solidale delle famiglie degli alunni, nonostante sia stata interessata per circa 10 anni da altri cambiamenti: più volte chiusa per motivi di carattere edilizio e più volte con le classi ospitate da altre scuole del quartiere. Nel 2009 a seguito di denunce alla procura della Repubblica, la scuola è stata interessata da grandi lavori di adeguamento strutturale e, quindi di nuovo ospiti migranti di altre scuole. Nonostante l’abnorme mole di problemi che avrebbe fiaccato la resistenza di molti, la popolazione scolastica di M.Assunta non ha mai subito grosse diminuzioni, non ha mai ridotto la frequenza, fino al rientro nella sede, aprile 2011, proprio perché non è mai venuta meno la qualità dell’offerta formativa e del rapporto tra la scuola e le famiglia.

Un ulteriore cambiamento è avvenuto nell’anno scolastico 2012/13 quando da Circolo Didattico, con una direzione e due Plessi, c’è stato l’accorpamento con una scuola media del quartiere diventando così un Istituto Comprensivo e infine nel 2017/18 si è costituito l’I.C. Madonna Assunta formato da tre ordini di scuole: infanzia, primaria e media distribuite in due plessi quasi contigui.

La scuola media, ha un impianto didattico tradizionale ma acquisisce alcune pratiche caratterizzanti della scuola primaria e intende accompagnare gli alunni verso gli studi della Scuola Secondaria di II grado.

Durante il percorso della Scuola Media gli alunni partecipano ad attività laboratoriali sia in continuità con la Primaria sia peculiari della Scuola Media

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